Il territorio
Brughiere fra le più meridionali d'Europa, fornaci di mattoni, un oratorio trecentesco e la casa dove Volta passava l'autunno: il territorio in cui si corre.
Provincia di Monza e della Brianza e le Alte Groane
Monza Classica si corre in Provincia di Monza e della Brianza, a nord del Parco delle Groane, nella fascia di brughiera e boschi che la gente di qui chiama Alte Groane: l'ultimo lembo di campagna fra l'area metropolitana di Milano e i primi rilievi verso Como.
È un territorio di confine. Lazzate sta a 260 metri sul livello del mare, nel punto più alto della pianura, a diciotto chilometri da Monza e quindici da Como, e i quattro comuni della gara appartengono alla provincia di Monza e della Brianza pur guardando verso il lago. Non ci sono fiumi: il Seveso passa a Lentate, il Lura scorre più a ovest.
La brughiera più meridionale d'Europa
Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea è area protetta regionale dal 1976. Ottomiladuecento ettari su ventotto comuni e tre province, in una delle zone più costruite d'Italia.
Il nome viene dal terreno: groane in milanese sono le brughiere, e qui il suolo è un pianalto argilloso formatosi nelle glaciazioni, duro e poco coltivabile. Da quella argilla è nata l'industria che ha fatto il paesaggio: cave e fornaci per i mattoni, ventuno nel dopoguerra, due ancora attive oggi. Le altre sono ruderi tra i boschi, archeologia industriale che il parco sta recuperando a sentieri.
La vegetazione passa dalla brughiera — la più meridionale del continente — ai pini silvestri e alle betulle, fino ai boschi alti di querce e carpini. Fra Cogliate e Misinto si estendono i boschi di Sant'Andrea, i più ampi del parco.
Lazzate
Ottomila abitanti, il punto più alto del percorso, la piazza dove si dà il via.
Nel Settecento il paese ospitava a lungo Alessandro Volta, che veniva a passare l'autunno e a studiare in tranquillità. La sua casa è ancora in piedi in via Volta, con due targhe sulla facciata: la prima, del 1889, sostiene che fu proprio lì che compì gli esperimenti che portarono alla pila, e lo chiama "mago del tubero" per un'altra ragione — si racconta che nel 1777 abbia portato in paese le patate viste in Savoia e convinto i contadini a coltivarle per l'alimentazione umana, quando in Lombardia servivano ancora al bestiame. Lazzate gli dedica ogni settembre la Sagra della Patata, e la pila voltaica sta al centro dello stemma comunale.
Da quella memoria nasce il Volta Eco Trophy, la classifica riservata alle vetture elettriche e ibride che corrono lo stesso percorso della gara storica.
Sulla piazza, la parrocchiale di San Lorenzo, costruita fra il 1752 e il 1758, conserva all'interno il banco della famiglia Volta. Poco distante Villa Biraghi, nucleo quattrocentesco con ala settecentesca.
Lentate sul Seveso
Il comune più grande del percorso, attraversato dal Seveso e dalla Comasina, la strada che portava a Como già in epoca romana.
In piazza San Vito c'è quello che nessuno si aspetta di trovare qui: l'Oratorio di Santo Stefano, cappella gentilizia del 1369 voluta dal conte Stefano Porro, diplomatico dei Visconti alla corte dell'imperatore Carlo IV. Fuori è un edificio semplice, quasi anonimo. Dentro, quarantatré riquadri di affreschi trecenteschi raccontano la vita del santo: è il ciclo più lungo dedicato a Santo Stefano che esista, e uno dei più importanti della Lombardia medievale. Gli storici dell'arte lo paragonano alla Cappella degli Scrovegni.
L'oratorio era collegato alle mura del Castello dei Porro, di cui restano tracce. Nel territorio comunale, a Mocchirolo, un secondo oratorio i cui affreschi sono oggi alla Pinacoteca di Brera.
Cogliate
Qui l'argilla delle Groane si vede meglio che altrove. La Fornace Pizzi ha lavorato dal 1924 al 1971 ed è la più documentata fra quelle del parco: testimonianza di quando questi paesi vivevano di mattoni e i camini erano il profilo del paesaggio.
Dal paese si entra nei boschi di Sant'Andrea, i più estesi delle Groane, che Cogliate divide con Misinto e Barlassina: querceti, prati, piste ciclabili.
Misinto
Fino al 1905 Lazzate era parte del comune di Misinto: i due paesi hanno una storia amministrativa in comune che si è separata poco più di un secolo fa.
Nel territorio comunale si trova il Bosco del Curato, un querceto fra i più belli del parco, e l'ingresso alla riserva di Sant'Andrea — dove l'area di sosta è ricavata da una vecchia cava d'argilla, e basta guardarsi intorno per capire com'è fatto il terreno di queste parti.
Strade che raccontano
Le vie su cui si corre non sono nate per le gare. Sono le strade che portavano l'argilla alle fornaci, che collegavano le cascine ai centri, che salivano verso Como. Per due giorni di novembre ritornano a essere un percorso da fare a cronometro — e le vetture passano davanti alla casa di Volta, all'oratorio del conte Porro, ai boschi di Sant'Andrea.