La finale nazionale
Supercoppa ACI Sport di Regolarità Auto Storiche · 28 e 29 novembre 2026 · Lazzate
Chi arriva a Lazzate se l'è guadagnato
Monza Classica chiude la stagione della Regolarità Auto Storiche ACI Sport.
Non è una gara aperta a chiunque: alla finale si accede per merito, dopo aver corso durante l'anno le prove del calendario ACI Sport, dalla regolarità turistica ai grandi eventi internazionali, Mille Miglia compresa.
In Brianza arrivano quindi i migliori regolaristi italiani: equipaggi che il diritto di essere al via se lo sono conquistato gara dopo gara, lungo un'intera stagione.
Come si arriva alla finale
Alla finale si accede per merito: possono iscriversi soltanto i conduttori qualificati. Il criterio di qualificazione è stabilito dal regolamento ACI Sport e si costruisce nel corso di tutta la stagione.
Per essere classificato alla finale ogni conduttore deve essere partito in almeno due gare del calendario regolarità ACI Sport. In ciascuna gara i punti vanno ai primi venticinque della classifica generale: quaranta al primo, poi 35, 32, 29, 26 e così a scendere fino a un punto al venticinquesimo.
Ogni punteggio viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal tipo di gara affrontata, e qui si vede il peso delle corse più impegnative:
| Tipologia di gara | Coefficiente |
|---|---|
| Regolarità turistica | 1 |
| Regolarità Classica non titolata | 1,5 |
| Superclassiche | 2,00 |
| Trofeo Nazionale Regolarità | 2,00 |
| Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche | 2,50 |
| Campionato Italiano Grandi Eventi | 3,00 |
ACI Sport elabora la graduatoria di ammissione, che indica anche la categoria di appartenenza. Alla finale sono ammessi al massimo 150 concorrenti; un numero superiore può essere autorizzato da ACI Sport.
La vettura
Ogni conduttore deve usare in finale la vettura con cui si è qualificato. Chi durante la stagione ha corso con vetture di periodi FIA diversi deve schierare quella del periodo cronologicamente più remoto. Il cambio di vettura è ammesso soltanto all'interno dello stesso periodo FIA.
Il testo integrale è nel regolamento della Supercoppa Regolarità ACI Sport, terza sezione, articoli 3.1 a 3.5.
I titoli in palio
In una sola finale si assegnano più titoli, perché il regolamento distingue fra i livelli dei conduttori, mentre una classifica dedicata valorizza l'anzianità delle vetture.
Supercoppa ACI Sport
Al termine della gara viene compilata una classifica con applicazione del coefficiente legato all'anzianità della vettura: il primo equipaggio classificato vince la Supercoppa ACI Sport.
Le Supercoppe Conduttori
Senza coefficiente di anzianità vengono compilate le classifiche dedicate ai livelli di classificazione dei conduttori. Il livello di riferimento è quello dell'elenco conduttori prioritari di inizio stagione, e un eventuale cambio in corso d'anno non ha effetto sulla finale. Il livello NC è riservato a chi non figura in quell'elenco. I conduttori non presenti nell'elenco prioritari d'inizio stagione, ma che lo siano stati nelle cinque stagioni precedenti, non potranno concorrere per la Supercoppa Driver NC. Ai fini della determinazione del livello di appartenenza verrà loro assegnato il livello di classificazione migliore delle cinque stagioni precedenti.
Supercoppa delle Dame
Classifica dedicata agli equipaggi femminili, con entrambi i conduttori donna.
Supercoppa Under 30
Classifica dedicata agli equipaggi in cui entrambi i conduttori hanno meno di trent'anni al 1 gennaio della stagione in corso.
Supercoppa ACI Sport Squadra Delegazione Regionale
Il titolo che mette le regioni una contro l'altra.
- La classifica. Dalla classifica generale della finale, con applicazione del coefficiente legato all'anzianità della vettura, si sommano per ciascuna Delegazione Regionale ACI i risultati dei migliori tre conduttori classificati. La somma determina la Delegazione Regionale vincitrice del titolo.
- La squadra. Massimo 5 equipaggi presenti nell'elenco dei finalisti e residenti nella regione della Delegazione, con un capitano.
- Quando. Ogni Delegazione Regionale ACI indica la propria squadra di rappresentanza dal giorno successivo alla chiusura delle iscrizioni fino al giorno prima dell'inizio delle verifiche sportive.
- A chi. Squadra e capitano vanno comunicati all'Organizzatore, nel rispetto delle scadenze di iscrizione, e per conoscenza alla Commissione Autostoriche.
Sei un finalista? Fai sapere alla Delegazione ACI della tua regione che ti sei iscritto: le squadre si formano tra gli equipaggi presenti nell'elenco dei finalisti.
Le vetture
Oltre ottant'anni di storia dell'automobile in una sola griglia di partenza: le sport degli anni Venti con le ruote a raggi, le berlinette degli anni Sessanta, le coupé e le spider che hanno segnato la motorizzazione italiana.
Vetture che quasi non si vedono più su strada. Escono dai garage e dalle collezioni solo per le gare di regolarità e per due giorni attraversano i centri dei paesi, a pochi metri dal pubblico.
Le vetture ammesse sono suddivise nei periodi FIA, in base all'anno di costruzione.

Le vetture delle prime Mille Miglia. Telai nudi, ruote a raggi, carrozzerie costruite una per una dal carrozziere. Sono le più rare e le più difficili da guidare: nessun servofreno, nessuna sincronizzazione, e un peso che si sente tutto in curva. In griglia ci sono tre OM 665 Superba e un'Alfa Romeo 6C 1750 Spider Zagato del 1929, la vettura con cui si vinceva la Mille Miglia. E poi le Bugatti T35 e T37, tra le vetture da corsa più vincenti di sempre, presenti in griglia in un gruppo numeroso.

L'automobile diventa un oggetto di serie. La Fiat 508 C è la vettura più presente di tutta la griglia — ce ne sono decine, ed è la macchina che ha motorizzato l'Italia. Accanto a lei passano le sportive inglesi, MG TC e Aston Martin Le Mans, e la Lancia Aprilia, che nel 1937 aveva già la scocca portante e le sospensioni indipendenti.

Il dopoguerra. La Fiat 600 e la 1100/103 accanto alle Porsche 356 e alle Jaguar XK 120: le prime utilitarie di massa e le prime sportive moderne, nello stesso periodo. È il gruppo più numeroso in griglia.

Quattro anni soltanto, ma densi. Le Porsche 356 nella loro ultima evoluzione, la Lancia Fulvia Coupé al debutto, le Triumph e le Volvo che facevano i rally. Il momento in cui l'automobile sportiva diventa qualcosa che si può comprare. E l'Alfa Romeo TZ1, la Tubolare Zagato: telaio in tubi e carrozzeria in alluminio, nata per le corse.

Le Mini Cooper e le Lancia Fulvia HF: le vetture con cui si vincevano i rally, e che ancora oggi in regolarità sono fra le più competitive. Piccole, leggere, con il motore che tira fino in fondo.

La Fiat X1/9 con il motore centrale, l'Autobianchi A112 Abarth che pesa settecento chili, la Lancia Beta Montecarlo disegnata da Pininfarina, la Ferrari Dino 208 GT4. È il periodo in cui l'auto sportiva italiana diventa accessibile.
Foto: regolink.comGli anni delle A112 e delle berline tedesche. Un periodo di transizione, con poche vetture in griglia: sono le macchine che allora sembravano normali e che oggi quasi non si trovano più.

L'Alfa Romeo Giulietta, la Fiat Ritmo Abarth 130 TC, la Lancia Prisma. Le vetture della generazione che le ha guidate da nuove, e che adesso le riporta in gara.

La Fiat Panda 4x4, l'Opel Corsa GSi e la Ferrari Testarossa nello stesso periodo: non c'è modo migliore di dire cosa fosse l'automobile alla fine degli anni Ottanta.

L'ultimo periodo ammesso. Fiat 500 Sporting, Lancia Y10, Renault Clio Williams, Porsche 996: vetture che per molti non sono ancora storiche, e che in regolarità lo sono già.